Brevi racconti sui brani del CD:

ISHK BASHAD "LIVE AT WOMAD 2001"

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Giuseppe Grifeo - piano, voce

Mouna Amari -voce, oud

Enzo Rao - violino

Peppe Consolmagno - voce, percussioni

 

 

"Ishk Bashad"è una delle tante forme di saluto in uso tra alcune confraternite Sufi, i  mistici religiosi dell’Islam. Si tratta di un augurio di pace e d’amore.   L’idea di formare un piccolo ensemble che potesse unire musicisti appartenenti ad aree geografiche diverse: la cantante tunisina Mouna Amari, i siciliani Enzo Rao e Giuseppe Grifeo ed il percussionista Peppe Consolmagno la cui concezione musicale parte dal Brasile per arrivare all’Africa, passando dai suoni del mondo, è nata sia dalla voglia di costruire un ponte virtuale tra vissuti musicali differenti ed apparentemente distanti, sia dalla volontà comune dei quattro musicisti di tradurre in musica l’idea di pace e amore espressa dal concetto di Ishk Bashad. Attraverso l’incontro tra il sultano della musica araba: l’oud, ed il re della musica occidentale: il pianoforte, sapientemente uniti dai suoni delle percussioni e da quelli del violino, Ishk Bashad intraprende un viaggio in culture e tradizioni musicali distanti tra loro ma legate da una profonda unitarietà in una dimensione assai particolare ed unica. La maggior parte delle musiche presentate nel CD, registrato dal vivo al Festival  Womad nell’agosto del 2001 a Palermo, sono state composte dal pianista Giuseppe Grifeo. Gli altri brani, rare composizioni di musicisti arabi  e di George Ivanovitch Gurdjieff sono stati arrangiati dal pianista e interpretati dal gruppo.

 

 

  1.  CHE VI SIA PACE  (Giuseppe Grifeo)

 

La musica come strumento di pace e di interazione tra popoli e culture diverse.

 

 

2.  SAMARRA   (Giuseppe Grifeo)

 

Omaggio ad una delle città storiche dell'Iraq oggi in parte devastata dalla stupidità degli uomini e domani dimenticata a causa della loro continua disattenzione nei confronti della “bellezza” delle cose del Mondo.

 

 

3.  YA  QALBI  KHALLI  ELHAL   (Mohamed Elkourd, arr.Giuseppe Grifeo)

 

Una delle rarissime composizioni di musica classica araba per pianoforte, scritta intorno agli anni '20, dal compositore algerino Mohamed Elkourd che testimonia in modo chiaro come uno strumento così rigido come il pianoforte sia in grado, di creare atmosfere apparentemente lontane e distanti dalle sue capacità strutturali.

 

 

4.  ZINKOLAH  (Mamdou Bahiri) 

 

Composizione in chiaro stile arabo basata su un Maqam specifico, proprio lo zinkolah utilizzato come momento di gioco tra i vari strumenti in una atmosfera ritmica decisa e incalzante.

 

 

5.  GIANUB  (Mouna Amari)

 

Composizione che segue i dettami delle strutture musicali arabe ma che lascia spazio ad una interpretazione pianistica dalla connotazione marcatamente creativa in una dimensione modale. In sostanza un giusto connubio tra cultura musicale araba e occidentale.

 

 

6.  DERVISH  (Giuseppe Grifeo) 

 

Un piccolo omaggio alla musica di Georges Ivanovith Gurdjieff, mistico maestro di danza vissuto nella prima metà del ‘900. La sua composizione, Exercise 1924 n°6, dalla quale il brano prende spunto, costituisce un momento di esplorazione verso atmosfere basate su ritmi composti che si concludono poi in un dolce e evocativo canto arabo.

 

 

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