MARCHELLI - MARANGOLO- CONSOLMAGNO

 

BIOGRAFIA 

 

 

 

 

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MIRCO MARCHELLI - Biografia  

Mirco Marchelli è nato a Novi Ligure nel 1963; oggi vive e lavora a Ovada (AL). Artista poliedrico, Mirco Marchelli da sempre dà voce alla sua
creatività esprimendola in musica e poesia, ma soprattutto attraverso la pittura. Marco Meneguzzo definisce i suoi lavori come “pure opere di pittura ‘travestite’ da oggetto, da concentrato di storie che, per la natura stessa della forma di questi lavori, appaiono come storie personali, interiori, se non proprio intime, di una fanciullezza lontana, quella fanciullezza da giocattolo di legno.” Le opere di Marchelli vengono esposte in mostre personali e collettive dal 1994: prima a Gavi, Alessandria e Genova, poi nel 1997 a Verona con le mostre La casa di Mirco e Pause popolari presso la galleria Studio La Città. La sua prima mostra all’estero è nel 1998 presso la Galleria Sfeir Semler di Amburgo, seguita nel 2000 dalla collettiva “Carte blanche à Helene de Franchis” presso la Galleria Lucien Durand Le Gaillard di Parigi. L’anno successivo presenta a Regensburg la personale C’era una volta il re alla Baumler e nel 2005 il suo lavoro è esposto a Barcellona dalla Galleria Miguel Alzueta. La galleria Studio La Città di Verona presenta nel 2003 la mostra Acqua calda acqua fredda. Nel 2004 Marchelli partecipa alla Biennale di Arte Sacra presso il Museo Stauros a Isola del Gran Sasso (TE) e la Galleria Il Traghetto presenta a Venezia la mostra Quindici diciotto. L’anno successivo Cardelli e Fontana allestisce Cime, segni e specchi d’acqua a Sarzana. Nel 2006 Marchelli è presente con Via Crucis al Monastero di Villafranca Piemonte a Torino e alla Galleria San Fedele di Milano nella mostra collettiva Sentire con gli occhi. Nel 2007 la sede milanese di Spirale Arte allestisce Trombe clarini e genis, a cura di Marco Meneguzzo, mentre per la nuova galleria Eventinove di Torino Luca Beatrice presenta un’altra personale, intitolata Ma c’è un Ma, che nel 2008 viene proposta anche nella galleria MarcoRossi SpiraleArte di Pietrasanta. Nel 2009 Angela Madesani cura la personale Aristocratica, esposta nelle gallerie GlobArt di Aqui Terme e Miquel Alzueta di Barcellona, mostra corredata da un ampio catalogo – con un interessante apparato fotografico e una ricca antologia critica – pubblicato da AlcionEdizioni. Il 2010 invece vede Marchelli partecipare al varo del progetto di un Museo della Ceramica Contemporanea a Cielo Aperto a Denice (AL), e allestire le mostre personali Piano pianissimo e Parole povere nelle gallerie MarcoRossi artecontemporanea, rispettivamente di Verona e di Monza. Nel 2011 si contano sue mostre personali a Venezia, Ortisei, Borgomanero, Casale Monferrato e Torino, e a giugno la partecipazione alla 54esima Biennale di Venezia con l’opera GiovinAstro, esposta al Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi. Nel 2012 partecipa alla collettiva Costellazione alla Galleria Cardelli e Fontana di Sarzana presenta la mostra Mezza bellezza, curata da Marina Mojana, nelle Gallerie Marcorossi artecontemporanea di Pietrasanta e Milano ed espone a Lugano allo Spazio Perlartecontemporanea l’esposizione In Cauti Suoni, curata da Paola Formenti Tavazzani. Nel 2013 espone a Palazzo Fortuny a Venezia, la personale Scena muta per nuvole basse, a cura di Paolo Bolpagni ed Elena Povellato.

ANTONIO MARANGOLO - Biografia  in breve

 

Antonio Marangolo, Acireale 1949. Saxofonista, compositore, arrangiatore, pianista, percussionista, scrittore, pittore.  E’ stato direttore artistico di Paolo Conte per otto anni. Ha lavorato con Ornella Vanoni, Ivano Fossati, Francesco Guccini, Vinicio Capossela, e i Goblin. Ha dato vita a numerose formazioni di jazz realizzando svariati cd, (di cui uno in quartetto con Mirco Marchelli,  Peppe Consolmagno e Luciano Girardengo: "Marangolo Quartetto Orizzontale" ed un secondo in duo con Peppe Consolmagno: Kalungumachine"). Ha scritto musica per cinema, teatro e televisione e ha pubblicato cinque romanzi.

PEPPE CONSOLMAGNO - Biografia  in breve

Peppe Consolmagno, nato a Rimini nel 1958, cresciuto in Italia, utilizza strumenti in gran parte autocostruiti con materiali recuperati nei suoi viaggi, come la zucca, il bambù, il legno ed il metallo. La sua musica si esprime attraverso strumenti che appartengono a culture extraeuropee, come quella del Brasile (sua principale fonte di ispirazione), dell'Africa e dell'Asia, ma che hanno un linguaggio in comune. Il Gong birmano, la Conchiglia, le Tazze da meditazione, i Vasi africani, i Flauti ad una nota pigmei, i Tamburi ad acqua ed il Berimbau, uniti alla voce ed allo stretto rapporto intimistico con essi, che egli ha, creano una dimensione unica dove prevalgono il suono naturale, il silenzio, il timbro ed il ritmo. Consolmagno ha già al suo attivo partecipazioni da protagonista a Festivals Nazionali ed Internazionali.. Ha una intensa attività di ricerca musicologica, che lo ha portato e lo porta a tenere seminari e workshops sulla musica extraeuropea e sulla costruzione degli strumenti a percussione. Peppe Consolmagno costruisce oggetti sonori per sé e per Nana Vas concelos, uno dei suoi tanti estimatori. 

Peppe Consolmagno:  Il tappeto su cui sparpaglia i suoi strumenti sembra un'officina del ritmo e dei sogni, uno spazio liberato dalla cacofonia della vita moderna e consacrato al piacere del suono. Peppe Consolmagno costruisce oggetti sonori per sé e per Nana Vasconcelos, uno dei suoi tanti estimatori.  Altri ne inventa utilizzando materiali recuperati durante i suoi viaggi. Altri ancora ne immagina unendo la sua voce alla sinfonia di timbri e colori che si sprigionano da questa singolare orchestra formata da una sola persona. Grandi cucurbitacee saheliane trasformate in tamburi ad acqua, un gong birmano, lo sciabordio di un caxixi, vasi di terracotta africani che cantano, scrosci di sanza, flauti pigmei ed altro ancora, tra Sudamerica, Africa, Asia e regioni immaginarie, tra strumenti presi in prestito dalle piu' diverse tradizioni e altri totalmente inventati o reinventati. Musicologo apprezzato, brillante, animatore di seminari e workshop, Peppe Consolmagno costruisce i suoi spettacoli come piccoli racconti ambientati in una dimensione magica. (Marco Boccitto - Roma)

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