Interviste

 

Rivista DRUM Club 
n° 1 Dicembre 2004  pagg. 68/69

 

NANA VASCONCELOS, ANTONELLO SALIS e PEPPE CONSOLMAGNO,

per la prima volta insieme sul palco. Storia di un incontro visto dietro le quinte.

 

 

Testo di: Ferdinando Boeder, editing di Rossana Pasturenzi

Foto di: Nathalie Matteucci,  Adriano Gasparini

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Nana Vasconcelos ed Antonello Salis avevano già suonato assieme, quasi venti anni fa: un incontro sfociato con "Lester", l’album uscito nel 1988 per la Soul Note. Inciso nel 1985 ma ancora attuale, è uno dei dischi più rappresentativi della produzione dei due celebri musicisti mentre testimonia, a tutt’oggi, la felice aggiunta di Peppe Consolmagno nel lineup.

 

Luglio 2004. Quello di Vasconcelos, Salis e Consolmagno, è un trio che si fonda sulla duttilità, sull’inventiva melodica e sulla naturalezza, tramite cui i tre musicisti plasmano ogni frammento delle loro esperienze ed influenze  musicali. Il loro mini tour italiano si è articolato in una settimana fantastica, impegnativa ed altamente emozionante. Un incontro che si è rivelato particolarmente intrigante, fra composizione e improvvisazione, a cavallo fra tradizione e modernità.Nana e Peppe - Fandango Jazz Festival - foto di Adriano Gasparini

 

Nana Vasconcelos arriva in Italia

Nana arriva a Roma il 13 luglio nel tardo pomeriggio. Ad aspettarlo nello splendido hotel romano in pieno centro ci sono il suo manager brasiliano e Peppe Consolmagno, insieme alla sua famiglia. Grandi abbracci, grandi sorrisi: più tardi tutti a cena. Problemi organizzativi hanno costretto Nana ad arrivare in Italia un giorno dopo il previsto e …privo di due flight case! Ansia e nervosismo aleggiavano nell’aria ma, dopo numerose telefonate ed email, la questione viene risolta. I flight cases vengono ritrovati a Parigi e spediti all’aeroporto di Roma  giusto in tempo per le prove.

 

Le prove

Il 14 luglio 2004 è una giornata impegnativa: è necessario recuperare il tempo perduto. Il mattino il trio si dedica alle prove nella sede invernale del Jazz Club La Palma di Roma. Nana, col suo grande stile, riesce in un’ora e mezza a preparare il programma del concerto (a testimonianza della filosofia di Antonello che recita così: “siamo abituati a vivere alla giornata…”)                                              

 

Il workshop

Brevissima pausa e, alle 17,00 in punto, sempre nel Jazz Club La Palma , Nana passa a presentare  il suo interessantissimo workshop che lui, non a caso definisce Workshop Organico. (Tale programma si basa sull’apprendimento del ritmo attraverso il corpo che viene utilizzato come strumento). Usiamo le parole di Nana: "Il primo strumento della musica è la voce, il migliore  strumento è il corpo”. Il workshop di Vasconcelos non si rivolge esclusivamente ai percussionisti, ma a tutti i musicisti e, nel contempo, a ballerini, danzatori ed attori. Illuminanti sono i concetti che Nana espone nel corso di questo incontro: “Quando si imparano le cose attraverso il corpo, difficilmente si dimenticano. Quando si imparano a livello teorico, la mente le dimentica”. Oppure: “Tutti i ritmi si sviluppano tra un passo e l’altro”. E ancora: “Con tale maniera di apprendere le cose, una persona riesce a sentire dove è l’uno in musica, ad esempio il battere per un brasiliano è sul tempo forte, mentre per l’americano è sul controtempo”. Un altro concetto: “E’ divertente l’idea che una persona dopo il workshop si senta bene, è come una terapia”. E ancora: “La musica ha la magia che va dal silenzio fino al grido. La musica è l’arte che unisce le persone con l’emozione naturale”.

 

La Rai

Terminato il workshop, l’appuntamento è presso la sede Rai romana. Nana, Peppe e Antonello partecipano a la “Stanza della Musica” (trasmissione del palinsesto di Rai Radio Tre Suite), per quasi un’ora di registrazione. Lo Studio M, aperto per l’occasione e per il volere del conduttore- regista Stefano Roffi, è ben attrezzato, dotato di un bel pianoforte Fazioli, inaugurato, per coincidenza proprio quella sera, da Salis. Il conduttore particolarmente emozionato, propone una serie  di domande a Nana, ad Antonello e a Peppe ed i tre musicisti mostrano tutto il loro carattere scherzoso e aperto. Vengono eseguiti cinque brani: una piccola anticipazione del concerto romano, previsto il giorno successivo.

 

Il concerto al Fandango Jazz Festival

15 luglio 2004. Fandango Jazz Festival, Arena Estiva de La Palma Antonello Salis e Nana Vasconcelos - Fandango Jazz Festival - foto di Nathalie MatteucciClub : prima assoluta del concerto del trio. Un’occasione importante in una città importante e in un festival importante. Nonostante l’estate romana sia affollata dai vari concerti (quest’anno, ogni sera ne prevedeva più di sette), nonostante questa sera ci siano nella capitale Pat Metheny e Trilok Gurtu (grandi amici di Nana), il concerto del Fandango Jazz Festival registra il tutto esaurito. E’ un concerto ricco di dinamiche: tre voci e tre strumenti, sonorità eccellenti, tanta ricerca sul timbro e sul suono: peculiarità che accomunano e rendono unici in questa specialità Nana e Peppe. Per essere la prima volta che suonano insieme, ad esclusione delle brevi prove di cui abbiamo detto, ai tre musicisti, come si suol dire, tanto di cappello!

Peppe Consolmagno - Fandango Jazz Festival - foto di Nathalie Matteucci

 

I brani

Apre la serata Nana Vasconcelos con due suoi brani: O Berimbau e Vamos pra Selva. Il primo, come suggerisce il titolo, è uno splendido solo di berimbau, strumento che Nana è il primo al mondo ad utilizzare in questa forma e di cui è riconosciuto specialista. Nana stesso dice: “non so perché, ma sono stato il primo a sviluppare un playng con questo strumento che oggi è divenuto il mio primo strumento. Tutto quello che faccio viene dal berimbau…” Dal canto suo, Vamos pra selva è un gioco di loop di voci e richiami che conduce il pubblico nella foresta amazzonica. Quella foresta che, una gran parte dello stesso popolo brasiliano non conosce e che Nana ama definire: “riserva di vita e di sapienza”. Con il suo gong va sfumando, mentre entra Peppe Consolmagno con uno strumento magico, il disco armonico (una specie di steel drum modificato) dando vita ad un dolcissimo brano ritmico-melodico Lion Heart, dedicato a Leonardo suo figlio di 2 anni. Entra Antonello Salis che raddoppia con la sua fisarmonica (Fisapiano Excelsior a 120 bassi…) con il fischio e con il pubblico che esulta. Si aggiunge Nana con il suo  talking drum e il brano prende forma. Il gioco delle tre voci, l’uso del delay di Nana e di Peppe assieme ai tre strumenti sembra di stare di ascoltare un’orchestra. Poi ecco un solo di piano ad opera di Salis: da una situazione apparentemente caotica si passa ad un più delicata. E’ Lester, un brano che Salis  dedica a suo figlio, nonché l’album di Nana e Antonello del 1988.

E’ la volta di Uekke, Uekke, Salis, Vasconcelos, Consolmagno - Fandango Jazz Festival - brano appena abbozzato, di Peppe caratterizzato da un ritmo funky e una voce armonizzata. Nana con il suo talking drum e voce, gioca con il ritmo di Peppe: poi, porta la musica su Nogales, un brano di Salis al piano dal clima mingusiano, nato come ballad ma in questo caso suonato più latin. In questo brano Peppe suona il peco-peco, (un reco-reco brasiliano opportunamente da lui modificato e stravolto nel suo essere). Il secondo tempo è aperto da Peppe Consolmagno con Lua, una sua composizione in cui utilizza numerosi piatti di diverse dimensioni, disposti quasi a formare un albero. Tutto si basa sull’esaltazione e l’inseguimento degli armonici di ciascun piatto ed essi, uniti alla voce, stando ad occhi chiusi, danno l’impressione di ascoltare una tastiera. Verso la fine, entra Nana con la cassa del suo Batecum (una sorta di batteria fatta con tamburi di legno del Maracatù Pernambucano) che, dopo alcuni momenti giocosi con i suoni di Peppe, trasporta la musica in una dimensione diversa: quella solare, divertente e trascinante di Caribe Dreams un ulteriore brano di Salis, impegnato alla fisarmonica. Poi una triade di assoli di Nana con i brani Recife, Sol e Chuva. Come dire? Un Nana in grande forma.

Nana ama fare le cose con gli altri: lo ritiene estremamente positivo. Il Brasile è un paese in cui la musica è per tutti e, in particolare, lui adora parlare della fonte di energia, di ispirazione e sapienza, che è l’Amazzonia. La sua sonorità è straordinaria, sostiene Nana, ci sono gli uccelli, gli animali, naturalmente, ma lui sente altre cose: la sonorità della pioggia, l’incontro tra le gocce d’acqua e le foglie degli alberi quando cadono nel fiume Amazonas. Nana ama tradurre la sonorità della natura con i suoi strumenti a percussione. “Il fiume Amazzonia ha una sonorità che il nostro timpano non può captare”, sostiene Nana, “un coro di voci basse che non si fermano mai, come l’acqua del fiume, manNana Vasconcelos - Fandango Jazz Festival - foto di Nathalie Matteuccii che battono in maniera casuale a creare la pioggia...” le stesse che, alla fine del brano Chuva, acclamano Nana. Il concerto prosegue con un bel solo di piano di Salis che confluisce su Manaus un brano di Consolmagno in cui egli gioca con la sua voce e suoi loop, ed Antonello si inserisce splendidamente. Tanta dinamica, poi ecco l’ultimo brano, Loro. E’ stata una sorpresa anche per Nana quando Antonello propone di inserirlo nella scaletta. E’ uno dei più interessanti brani di Egberto Gismonti, in cui Peppe suona due grandi udu, un’innovativa soluzione percussiva, mentre Antonello, con la sua fisarmonica, rende il giusto merito ad un brano così trascinante.

Il bis è affidato a un brano della tradizione brasiliana, quel Marinheiro che mette tanta allegria negli occhi ricchi di esperienza di Vasconcelos, Salis e Consolmagno che, ora, scendono dal palco e salutano il loro pubblico esultante..

 

 Il concerto al Festival I suoni delle Dolomiti

17 luglio 2004. Festival I Suoni delle Dolomiti. Tra i pascoli disseminati di rocce levigate di Passo Coe (Folgaria) a quota 1608 metri , ai piedi di Monte Maggio, proprio là dove passa la lunga pista del sogno che unisce il Lago di Costanza all’Adriatico, ogni anno, questo peculiare festival raduna musicisti provenienti da tutto il mondo. Il concerto del trio Vasconcelos-Salis-Consolmagno ha inizio alle 14.30: oltre mille persone sono accorse, tutte attente a questo show che prevede un unico tempo, i medesimi brani presentati a Roma, e l’assenza del pianoforte. Un’ora e mezza strepitosa, un Salis in stato di grazia abbraccia la sua Excelsior, quasi a ricercare delicate suggestioni nordiche ma, al primo richiamo delle percussioni di Vasconcelos, ecco che la fisarmonica decolla verso il jazz , raddoppiando spesso e volentieri lo strumento con la voce. Gran finale con Hey da ba doom (il brano di Collin Walcott che in Codona è compagno di Nana assieme a Don Cherry), lanciato da Nana col berimbau e cantato a viva voce col pubblico. Tre musicisti straordinari, un’amalgama di raffinatezza e sentimento, ed il coinvolgimento del pubblico di montagna: questa, in sintesi, la performance maiuscola del rio che ha lasciato un segno anche ad alta quota. 

                                                                                                                             Ferdinando Boeder

           

Giuseppe) PEPPE CONSOLMAGNO 
Strada Serre, 7 - 61010 Tavullia (PU), Italy, Tel/Fax: 0721 476230, e-mail: info@peppeconsolmagno.com

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